Umana Dignità

Annamaria Bruccola

100

Un secolo è la differenza d’età tra Augusto e Rebecca. Lei è l’emblema del futuro, lui è il testimone di una vita piena e intensa, dall’invidiabile traguardo. La giovinezza, la guerra, la prigionia, la liberazione, il lavoro, l’amore, la famiglia. 100 anni vissuti con un’energia e una dignità umana senza eguali…

Katia Carini

Davide

Davide è un ragazzo di trentotto anni che da quando ne aveva otto è ammalato di sclerosi multipla. Vive circondato dall’amore della sua famiglia a Piacenza. Davide ha sempre affrontato la sua malattia con grande dignità: è sempre stato positivo, non ha passato il suo tempo a lamentarsi per quello che gli è capitato o ad avercela con il mondo. Ha mantenuto un atteggiamento positivo e affrontato il decorso della sua malattia gravemente degenerativa con grande forza d’animo. Da alcuni anni, ormai, la maggior parte del suo tempo la trascorre a letto. Non riesce quasi più a stare seduto sulla sedia a rotelle e deve restare attaccato al respiratore 24 ore su 24. La mamma e la zia vivono per lui, il fratello smuoverebbe le montagne per il suo benessere. La mattina due operatrici socio assistenziali lo lavano, lo radono, chiacchierano e scherzano con lui, che risponde alle battute e sorride. La scelta di Davide e della sua famiglia è stata di vivere la vita con dignità, a dispetto della grave malattia. Una vita di lotta e sacrifici, certo, ma anche piena d’amore.

Elena Casaroli

Come il pane e il burro

Sara e Irene hanno accettato di farsi fotografare nella loro quotidianità, con il loro bambino.Io ho fotografato una famiglia.Vera.Ho vissuto un pomeriggio di una domenica d’estate con loro, respirando amore.Solo amore.Sono la tranquillità e la sicurezza dell’amore che permettono loro di essere serene e risolute nel vivere la loro vita con naturalezza e gioia.

John Eischen

“1.   2.   3.   4.”

Passo davanti a questa finestra da anni andando al lavoro.

Ho pensato a chi poteva essere in quelle stanze, cosi ho immaginato queste persone vivere qui. Come sarebbe questa finestra in quel caso?

Perché la stanza dietro a questa finestra è vuota?

I capi di stato sono stati scelti con “Google search” cercando immagini ad alta definizione. Uno vale l’altro.

Mauro Fochi

La TV

La TV ha, sin dalla sua nascita, avuto un ruolo fondamentale nell’unione dell’Italia e degli italiani. Alla sera ci si riuniva per visionare spesso l’unico programma in palinsesto; da quel momento gli italiani hanno iniziato a sentirsi partecipi degli avvenimenti. E’ stato veicolo di informazione prima raccontando fatti e storia, di cultura generale poi con programmi di gioco a premi.Il cabaret e i film trasformarono la Tv in strumento di svago e diletto al quale venne aggiunto il “secondo” canale. Oggi un apparecchio televisivo è uno strumento altamente sofisticato, interattivo, con centinaia di frequenze. In questo marasma canali si trovano anche canali monotematici ed è normale ascoltare la radio in TV!
Per contro la nascita di così tante frequenze, ha obbligato le major televisive ad attirare nuovo pubblico per contrastare la concorrenza e, la necessità di fare “cassetta”, ha costretto a vendere notevoli spazi agli spot pubblicitari per potersi garantire il ripianamento dei costi di trasmissione. La creazione di programmi dal gusto discutibile e palesemente poco dignitosi sia per chi li confeziona che per chi vi partecipa, come la televendita o i dozzinali dibattiti pomeridiani dal basso profilo culturale, hanno forse fatto parzialmente dimenticare, a chi gestisce questo strumento, la sua vera missione, opacizzando il velo romantico che la TV si è sempre portata appresso.

Elisabetta La Rocca

NON AVER PAURA, ASCOLTAMI

In un pomeriggio d’ estate davanti a quel caffè ero presa da una strana forma di disagio;
Mi sarei comportata in modo adeguato?
Poi lui sorride e mi dice :
“Ciao sono Abraham”.
E allora ho capito che le mie paure erano infondate, Abraham è sordo ma come altri ha tanto da dire.

Sebastian Luca

Le ombre del passato (finché c’è vita c’è dignità)

Guardando indietro, abbiamo dei ricordi ben precisi che ci hanno segnato per sempre.

Ricordi belli o brutti, felici o tristi, delusioni e successi: sono il cibo della nostra anima.

Poi ci sono anche momenti in cui mettiamo in dubbio il nostro proprio essere.  A nessuna delle tue cicatrici del passato devi offrire il privilegio di scegliere i tuoi percorsi.

Vedere a metà tutto ciò che sta intorno a te, può diventare un disagio che rischia di sopraffarti. Dico può, perché in questi momenti si nota la forza del tuo carattere, la tua grinta, la tua voglia di vivere…. la tua dignità.

… finché c’è dignità c’è vita

Laura Marazzi

AL PASSO COI TEMPI

Eva ha percorso quasi un secolo di vita, ha affrontato momenti difficili mantenendo sempre viva la fede.

E’ arrivata a 92 anni indipendente, sostegno per la famiglia, adeguandosi alla tecnologia per restare con dignità al passo coi tempi.

Roberta Marchesi

MEMORANDUM 

Tre persone, per ora. Tre viaggi. Contemporanei. Storie intense che ho ascoltato emozionandomi.

Deserti, gommoni, treni, rischi, distacchi, solitudini. Coraggio.

Al di là del dolore insanabile, un oggetto potrebbe forse lenire temporaneamente una ferita?

I nomi ed i volti dei protagonisti non vengono mostrati per paura di ripercussioni anche a distanza di anni e kilometri. Il mondo è piccolo…

MEMORANDUM di è un open project.

Hai una storia da raccontare e ti piacerebbe partecipare al progetto?

Scrivimi a [email protected]

Gian Lorenzo Peralta

L’ ARTE DELL’ INTRECCIO

A Flussio, un paesino di circa 500 abitanti, nella zona nordoccidentale della Sardegna, Torica intreccia, con un osso di tibia di bovino, gli steli di asfodelo, pianta che cresce spontaneamente nelle campagne sarde, per creare ceste e cestini che una volta erano parte indispensabile del corredo da sposa delle donne sarde.

In primavera si raccolgono le piante che vengono fatte essiccare nelle vie, nelle piazze e nei cortili del paese e poi, prima di lavorarle, si bagnano per ammorbidirle, quindi col coltello si separa la parte chiara da quella scura per realizzare i disegni geometrici.

Torica porta avanti, per necessità e con dignità, questa antica lavorazione tradizionale che viene tramandata di madre in figlia ma che nella società moderna va a poco a poco scomparendo.

Adriano Perotti

Dignità persa

Nella vita di oggi è molto semplice trovarsi a fare scelte sbagliate. Allora ecco che si può cercare la pace nell’oblio dell’alcol o della droga o nel cybersex a pagamento o nel gioco. Queste strade come altre possono portarci alla perdita di dignità, soprattutto nei confronti di noi stessi…

Massimo Proia

Dignità e solitudine

Nella società della globalizzazione, divorata dalla ricerca del consumo e del successo, la solitudine non è isolamento ma presa di coscienza di sé.

Se l’isolamento è abbandono, la solitudine è invece la compagna di strada che ci guida verso la dignità della nuda persona che si sente con gli altri partecipe e protagonista dell’umana avventura.

Claudio Rancati

Riga, Lettonia, 2013.

Nel 2008 Parex Banka dichiarò fallimento e l’84% delle azioni vennero rilevate dallo Stato. L’operazione influenzò Pil che diminuì del 22% e la Repubblica Baltica, toccando inoltre un alto tasso di disoccupazione e di cittadini a rischio povertà, si salvò con un prestito dal Fondo Monetario Internazionale. In seguito a un piano di austerità, che prevedeva il blocco delle pensioni, licenziamento di dipendenti pubblici e tagli di stipendi, il debito venne estinto anticipatamente, l’economia ebbe un incremento di +5,6% nel 2012 (tra i migliori dei paesi U.E.) e la disoccupazione scese dal 20% (2010) al 10,4%. Nel 2013, alle soglie dell’arrivo dell’Euro entrato in uso il 1 gennaio 2014, il paese è spaccato in due tra boom economico e povertà. I dati economici non hanno riscontro sul tenore di vita dei cittadini, il cui rischio di povertà è in costante ascesa: sulla popolazione totale dal 19% del 2010 al 22,5% del 2014. I lavoratori dipendenti percepiscono un salario medio dell’equivalente di 700 Euro e i pensionati sono costretti a una pensione media equivalente a 270 Euro. In un quadro storico sociale così fragile, la dignità è una linea sottile costantemente minata.

Alessandro Ranieri

Vita semplice

… l’arte del saper vivere consiste nell’avere gli occhi di chi ne ha passate tante e la dignità di chi le ha superate tutte…

Roberto Salini

(auto)Scatto di dignità

“Questa è la lettera con cui il 27 maggio 2015 mi hanno licenziato, di punto in bianco mi hanno buttato come si butta il giornale di ieri.

Dicono che il lavoro sia dignità… beh il lavoro me l’hanno tolto… e la dignità?

Fanculo, quella non riusciranno a rubarmela”

Anita Santelli

Rhita Montassir

48 anni e tre figli. Nata in Marocco e cittadina Italiana a tutti gli effetti dal 1991. Una grandissima passione per il Basket che la vede giocatrice nella sua Terra già alla tenera età di 9 anni. Nasce come Coach Istruttore Educatore di Minibasket a Rivergaro. In seguito, Podenzano.
La sua è una vita libera, piena e soddisfacente scelta da lei …come il FOULARD che dall’età di 22 anni desidera portare sui capelli.
Non un velo, solo un semplice foulard dice…. per lei simbolo della sua DIGNITÀ di donna Araba Mussulmana.

Giulia Silva

Pitra Yadnya

La morte, come la nascita, è una delle poche esperienze nella “vita” che accomuna l’umanità intera. La celebrazione del rito funebre è la massima espressione dei valori, delle credenze e della cultura della società a cui appartiene il defunto. Nella tradizione induista balinese, la cerimonia più importante è proprio riservata ai funerali, in una celebrazione della morte come momento apicale della dignità del defunto e della sua anima, che ha solo temporaneamente abbandonato il corpo per proseguire nell’eterno ciclo della vita, tra nascita, morte e ancora nascita. Il rito coinvolge tutto il villaggio, in una celebrazione elaborata, colorata e vivace, che ha il culmine nella cremazione, affinché l’anima possa essere liberata dal corpo per reincarnarsi. Il corteo funebre si muove al ritmo della musica tradizionale, le donne offrono doni in forma di composizione di fiori e frutta, gli uomini conducono i riti di purificazione. La cerimonia si conclude con la dispersione delle ceneri nel lago.

Silvia Tizzoni

DIGNITA’ ED AUTENTICITÀ

Dal passato, attraverso l’istituzione degli ospedali psichiatrici, fino ad oggi, nei fatti, negli atteggiamenti e nell’immaginario collettivo, la malattia mentale è una delle condizioni che genera maggiormente emarginazione dal contesto sociale e lavorativo. A compromettere ulteriormente le abilità dell’individuo e le sue capacità di recupero, con conseguenze a volte persino più gravi di quelle causate dalla malattia stessa, si innestano i comportamenti discriminanti nei confronti della persona portatrice della disabilità psichica, il graduale rifiuto ed un profondo stato di solitudine generalizzato. La conoscenza diventa allora l’unica chiave per superare realmente il pregiudizio, restituendo piena dignità alle persone e riconoscendo loro, al di là di un’impersonale incasellamento diagnostico di segni e di sintomi, l’umanità più profonda. I versi sono tratti da “L’altra verità. Diario di una diversa”, pubblicato dall’editore Scheiwiller nel 1986: è la prima opera in prosa, a carattere autobiografico, della scrittrice italiana Alda Merini, che narra, con gli occhi di una malata, la sua esperienza diretta di internata in un manicomio. Alla Merini bastano poche parole per palesare la terribile condizione del disabile psichico: vedersi negato il diritto alla dignità, all’amore e, in una parola, alla vita.

Valentina Tramelli

KAIROS

“non mi pento dei momenti in cui ho sofferto,porto cicatrici come fossero medaglie.so che la libertà ha un prezzo alto…ma che si paga con piacere e con un sorriso,anche quando il sorriso è bagnato di lacrime” Nata in Serbia, madre di 3 figli, conosce e parla 4 lingue, è stata insegnante di russo fino a quando il conflitto balcanico la costringe a emigrare: arriva in italia nel 1999.”Z:” ha 58 anni, vive in provincia e a Piacenza lavora come inserviente per una cooperativa…il suo lavoro è necessario come tutto ciò che è indispensabile.Forte come il sole che ogni giorno trova il coraggio di alzarsi e risplendere sulla terra, così lei, ad orari assurdi, arriva con il sorriso e fa il suo “giro”.

Io la conosco… io l’ammiro.

Fernanda Trecordi

Lorenzo e Anna ” una vita “

Piccole cose,
parole innocenti,
limpide
come una goccia di pioggia,
sorrisi che entrano nel cuore e placano la furia,
abbracci che stringono una vita.
Un cammino di grande speranza
la speranza di essere.