Riccardo Varini

Uscita Comacchio
ottobre 22, 2016
17 Gennaio – Corso base di fotografia
gennaio 12, 2017

Icontro con l’autore Riccardo Varini

 

Riccardo Varini nasce nel 1957 a Reggio Emilia, dove vive e crea le sue opere.
L’amore per la natura e per il quotidiano gli è stato trasmesso dal padre Luigi, persona saggia e sensibile, con il quale trascorre lunghi pomeriggi sul vicino fiume Po.
Ben presto inizia a dipingere, si avvicina alla musica e, dal 1978, anche alla fotografia. Passione che diventa vera ricerca artistica nel 1984 quando conosce Luigi Ghirri, il maestro della fotografia cosiddetta “di concetto”.
Con lui condivide la scelta di tinte stemperate e le scenografie di vita quotidiana.
Non dimentica però le linee, il “chiarismo” e la sobrietà del pittore conterraneo Gino Gandini, della scuola di Guidi e Morandi.
Da queste fonti nasce un suo proprio stile rarefatto, caratterizzato dall’assenza
di colori forti, con ampi spazi e con piccoli soggetti sovraesposti, intento, dice l’autore, a creare soprattutto poesia.
Una filosofia che darà alla luce nel 2008 il libro “Silenzi ”, edito da Meridiana, con
presentazione di Arturo Carlo Quintavalle, dove sono raccolte le sue “ geografie sentimentali “. E’ il suo lavoro principale che ha sviluppato in circa trent’ anni di attività.
Qui Varini gioca con ironica malinconia fra natura e la solitudine dell’animo umano, ritraendo luoghi e cadenze pensati apposta per meditare e non per stupire.
E’ Cristina Franzoni, della redazione di Zoom – Magazine, che per prima lo incita a continuare, a esporre in Italia e all’estero le sue fotografie stampate su carta cotone.
Tra i suoi temi anche “Geometrie marine “, notturni ed interni, che lui
chiamerà “ Stanze”, dedicate a Edward Hopper e al suo “ teatro del silenzio”.
Le sue fotografie sono spesso senza titolo, convinto com’è che debbano parlare da sole, senza spiegazioni e per non sviare il riguardante.
Il curriculum include collaborazioni pubbliche, seminari e l’apertura, nel 2006, di una piccola galleria nel centro della sua città, che diventa presto luogo d’incontro per molti
fotografi e dove tiene i suoi corsi sulla composizione.
Dopo la scomparsa quasi simultanea dei genitori si dedica ancora più intensamente alla fotografiia che per lui avrà una funzione anche terapeutica.
E’ nel 2007 che Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino lodano le sue opere
e lo invitano ad archiviarle al CSAC ( Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), dove sono ospitati molti grandi nomi della fotografia italiana.
Nel 2009 DuccioGrassi Architects gli commissiona un lavoro sul nuovo negozio Max Mara.
Sempre nel 2009, il suo progetto “ Silenzi” è presentato tra le mostre ufficiali di “ Fotografia
Europea ”, risultando il più votato dal pubblico e dalla critica ( e anche elogiato dall’allora ministro Romano Prodi). Passando per Arles, viene invitato ad esporre in Francia e all’estero mentre collabora con le letture portfolio di Fotografia Europea .
Nel 2012, dopo numerose mostre , viene invitato al MIA fair di Milano, dove una sua foto verrà scelta come rappresentativa della fiera stessa su Le Monde.
Nel contempo escono due tascabili in carta particolare: “ Luoghi Comuni” ( ed. AbauAqu)
e ” Da Mare a Mare” ( ed. N.F.C.) a cura di Alessandra Bigi Iotti e Giulio Zavatta.
Dal 2013 collabora con la nuova Galleria PHBroking di Modena che lo porterà a Berlino e nel 2014 a Parigi e a Montecarlo per il mese della cultura italiana. Sempre nel 2014 finisce un lungo lavoro (Assenze) ispirato a E. Hopper e ai pittori fiamminghi, curato da A.C. Quintavalle. Esce la sua monografia con la casa ed. Skira. Si dedica ora sempre maggiormente ai suoi seminari.